Grazie all'immane sfilza di verità apodittiche quivi elencate, empiricamente edotte tramite un approccio saldamente radicato su quei capisaldi teoretici che sono i pregiudizi e gli stereotipi, intendo guidarvi all'aggiramento della nuova (ma neanche troppo) iattura biblica, sapientemente pennellata dal genio di René Ferretti, della Cagna Maledetta.
La Cagna Maledetta, è chiaro, rappresenta il Nirvana, difficilmente agguantabile, per il maschio che ami le donne liberate con cui discutere democraticamente, ovviamente dopo aver mollato l'Iban e altre facezie che aiutano a saldare due anime gemelle finché morte non le separi. Mentre le Cagne Maledette sono poche (e tuttavia mietono ogni anno migliaia di vittime) assai più numerose e agilmente rinvenibili appaiono, invece, le mere e semplici Cagne (che chiameremo, sobriamente, Cagne Esecrabili), le quali possiedono peculiarità inconfondibili atte a distinguerle dalle Maledette.
Concludo tale salvifica premessa, lasciando spazio all'enunciazione dei tratti cagneschi da cui star ben lungi se si tiene alla vita.
1) Capelli: guardatevi dalle more che si fanno bionde: spesso tale atto si palesa quale tratto distintivo della Cagna Maledetta (con parole diverse ma uguale finalità si espresse il Sommo Kundera in Amori Ridicoli); nondimeno, prestate massima attenzione a coloro che solgono cambiare ogni tanto, e sempre con piglio orrorifico, il taglio e il colore stesso: esse, Cagne Esecrabili in purezza, mutano radicalmente dopo essere state mollate in modo indecoroso dallo stronzo di turno, e francamente auspico non desideriate essere i mandanti di future meches lilla su ricciolini pistacchio.
2) Unghie: qui sono banale, ma esiziale: la Cagna Esecrabile suole o mangiarsi le unghie, o, in mancanza di tale turpe vizio, rimpinguare le casse dei centri estetici a suon di unghie finte, preferibilmente in tinte improbabili, a pois e fosforescenti. La Cagna Maledetta detiene gusto maggiore, suole darsi a un morigerato monocromatismo volto a seviziare il pollo di turno. In questo senso, la Cagna Maledetta è mera, ma fiera, epigona di Donald Mc'Donald.
3) Piercing: la Cagna Esecrabile tende a propendere per il brillantino al naso sul lato sinistro, la Cagna Maledetta sul destro. Ciò appare riconducibile alla loro incapacità e/o mancata volontà di guidare, specie in autostrada, problematica a cui pongono rimedio facendosi accompagnare dallo stronzo di turno che, voltandosi a guardarle durante la guida, dovrà ammirarne in sempiterno un oggetto solo in apparenza innocuo e scevro di qualsivoglia significato. D'altra parte, la Cagna Maledetta è solitamente ultra-femminista, e per il motivo opposto ama guidare ostentando l'ornamento al passeggero alla sua mercè. In ogni caso, alla larga.
4) Borse: qui è assai semplice. Tanto la Cagna Esecrabile quanto la Maledetta, spasimano per la borsa Louis Vitton, meglio se abnorme. Nell'ostentazione di vuotezza tendono ad essere didascaliche, consce che meno l'amo è in vista, tanto più il pesce abbocca. Tuttavia, esiste anche qui una differenza degna di misurata esegesi: la Cagna Esecrabile compra sempre la versione taroccata in quanto, comunque vada, è più parsimoniosa delle Maledette che immancabilmente ne detengono copia originale e multimilionaria. Ciò è comprensibile nella misura in cui la vittima - tipo della Cagna Maledetta, radical - chic disattento alle minuzie modaiole, dando per scontato il taroccamento ritiene la Cagna Maledetta donna di poche pretese. Ed è lì, quando le dà l'Iban, che firma la propria condanna a morte.
5) Libri e interessi vari: La Cagna Esecrabile raramente legge (e se lo fa, legge Volo o Twilight), preferendo l'ascolto di musica truzza, la visione e l'elogio scomposto di Hugh Grant in quanto incarnazione del tipo perfetto, timido ma sotto sotto stronzo a non finire, oppure lo shopping compulsivo e irrefrenabile di moon-boot, mocassini e ballerine con strass e fiocco. E se per caso citano Proust, è perché sono cesse immonde e hanno mandato a memoria la frase "Lasciamo le belle donne agli uomini senza fantasia", mancando di indagare sulle inclinazioni dello scrittore.
La Cagna Maledetta, al contrario, ha voglia di ostentare saviezza: sceglie innanzitutto scrittori rigorosamente maschi (vuol disquisirne con la vittima di turno, che raramente ha letto pagine scritte da donne), segue poi la dicotomia tra il Tedioso che fa intellettuale e il Ganzo che non dice mai un cazzo: Eco per le più esigenti, quindi, e Baricco per le Cagne Maledette più giovani. Entrambe le categorie, va detto, armeggiano a bile e fiele se si accenna a Bukowski. Hanno sentito che è un pornoscrittore ubriacone e maschilista, e non ne dubitano. Accennate sempre a Bukowski quando parlate con le Cagne: se strabuzzano gli occhi poiché non sanno chi sia, sono chiaramente Esecrabili in quanto, lo ripetiamo, queste non leggono se non, raramente, Volo e Twilight; se affermano, con boriosa sicumera, che è volgare e incapace di scrivere cose decenti, vi trovate inoppugnabilmente dinnanzi alla Cagna Maledetta per eccellenza. Che vi citerà il nono verso del terzo canto dell'Inferno.
6) Scarpe: anche qui, facile. Le Cagne Esecrabili odiano i tacchi, o comunque li ritengono inutili alla seduzione nonché intrisi di inaccettabile e plurisecolare estetismo maschilista: si ritengono comunque fighe e brillanti, a prescindere dalla calzatura. Sono avanti (vedi Giulia Innocenzi). Chi non le vuole, in quanto persona sana di mente, è ai loro occhi inadatto al ruolo del Sadico Stronzo Scaricatore. Le Cagne Maledette mettono i tacchi o "per lavoro" o solo di sera: lo abbiamo già detto chiaramente: sono più furbe, intelligenti ed eleganti: possono circuire anche l'animo più indomito. In campana.
7) Bambini: anche le donne perbene desiderano, giustamente, diventare mamme. Ma come fare a distinguere future brave genitrici dalle innumerevoli procreatrici di comodo? Ovviamente, manco a dirlo, entrambe le Cagne rientrano nella seconda macro-categoria: se hanno a che fare con un bimbo esternano palese insofferenza e menefreghismo, ma esigono dal miserabile di turno il primogenito entro e non oltre i trent'anni, età in cui saranno già sufficientemente frustrate (da un lavoro triste, dal mono-membro, dalla penuria di liquidi) da sfogarsi sui bambini mentre il marito è al tornio per 7 euro l'ora. Le Cagne Maledette, inoltre, sono spesso salutiste dichiarate: saranno le prime a ingozzare i vostri bambini di omogeneizzati e biscottini Plasmon.
8) Cibi e Bevande: le Cagne Maledette, ma anche quelle Esecrabili, mangiano sempre poco, soprattutto se le si porta a cena fuori. I "no, ma sono a dieta" o i "ihihih, non bevo" sono all'ordine del giorno. "Se non mangiano e non bevono nulla" - disse con delicato francesismo il mio geniale professore di letteratura latina, tra un Cicerone e un Ovidio - "Siete fottuti".
9) Facebook: le Cagne Esecrabili hanno in media 3145 amici e 49 album fotografici versatili quanto il calendario di Derek Zoolander; spesso sono ciospe inaccettabili, ma gli autoscatti compiaciuti si contano a migliaia. La Cagna Maledetta suole tirarsela molto, ha in bacheca foto dense di umanità in compagnia di bimbi africani malati e denutriti (lei in giubilo, i pupi un po' meno) raramente supera la soglia dei 500 amici e in ogni singola foto è possibile constatarne la magnificenza scuoltorea priva di qualsivoglia difetto.
10) Drammi sentimentali: Infine, qui, in fondo, irresponsabilmente, si pone la miliar pietra: la differenza precipua tra Cagna Esecrabile e Cagna Maledetta. Ebbene.
Le Cagne Esecrabili, come è noto, vengono sempre, sistematicamente, mollate: consce di rado di rivelarsi nel 99% della casistica autentici flagelli di Odino, permangono convinte che il loro unico problema sia l'aver incontrato il solito maschio stronzo spaccacuori (financo il Ragionier Fantozzi): in quanto tristi, stupide e masochiste, tendono a pescare accuratamente da quella categoria di maschio, tipo agilmente rinvenibile e identificabile.
La Cagna Maledetta, al contrario, non è mai stata mollata in vita sua. Perfetta per interpretare Il suicidio di Gaber (che a volte conosce), ha sempre detto alle sue vittime che non le amava più, un attimo prima che glielo dicessero loro.